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Giuseppe Ciccarone

Préambule - Premessa

Giuseppe Ciccarone
Professore ordinario di Politica economica
Preside della Facoltà di Economia
“Sapienza” - Università di Roma
giuseppe.ciccarone@uniroma1.it




Voglio esprimere un ringraziamento sincero agli organizzatori per avermi invitato ad aprire questo convegno. Non sono venuto per compiere un atto formale, ma perché la nostra Facoltà è particolarmente interessata all’argomento che affrontate oggi. Penso che alcuni passi siano da noi già stati fatti, altri sono previsti. Nella nostra facoltà lavorano molte colleghe che insegnano lingue differenti, e quindi già rappresentiamo un ambiente multilingue, e già abbiamo avviato un percorso su diversi fronti riguardanti lo studio delle lingue.

È per noi motivo di orgoglio il fatto che la nostra Facoltà, insieme a quella di ingegneria, abbia gli unici corsi di laurea interamente in lingua inglese della Sapienza Università di Roma. Questo è il primo passo che abbiamo compiuto, un passo per noi importante, ma che rappresenta soltanto l’inizio di un lungo percorso che deve purtroppo procedere in presenza di numerose difficoltà, prodotte anche dal ritardo concettuale e amministrativo con il quale il sistema complessivo si sta muovendo su questo tema. Ad esempio, insieme alle colleghe di lingue si sta riflettendo, e il ragionamento è già in stadio avanzato, sulla possibilità e sulla necessità di fornire ai nostri studenti una certificazione europea, che consenta loro di potersi muovere liberamente tra diversi paesi possedendo titoli riconosciuti.

Questo che si muove dal lato dell’offerta è ovviamente stimolato dai cambiamenti che si notano dal lato dei comportamenti degli studenti, con le grandi differenze che nessuno conosce meglio di voi. I programmi Erasmus hanno fortemente stimolato la mobilità dei ragazzi sul territorio e hanno convinto le famiglie a prestare maggiore attenzione alla formazione linguistica. E’ in deciso aumento la domanda che si rivolge a noi da parte di tutti ragazzi, ma soprattutto di quelli che hanno meno possibilità di migliorare la loro preparazione linguistica attraverso strumenti di mercato.

La mia esperienza personale mi sensibilizza in questo senso, perché io ho avuto la fortuna di incontrare proprio in una di queste aule un professore che insegnava inglese, il collega Derrik Plant che voi ricordate sicuramente molto bene e che svolgeva un servizio eccellente agli studenti. È stato anche grazie a lui se io, senza avere possibilità di studiare privatamente, sono riuscito a formare una preparazione sufficiente per poter superare brillantemente il test che prima si chiamava ELTS e ora si chiama IELTS, che deve essere superato per poter studiare nelle università britanniche e di altre parti del mondo.

Ciò è stato possibile soltanto grazie all’impegno dei docenti di questa facoltà e al tipo di servizio pubblico che è sempre stato da essi offerto. Grazie agli studi che ho potuto in tal modo effettuare a Cambridge, prima, e ad Harvard, poi, la mia vita è cambiata. Senza di loro, non mi troverei qui con voi oggi.

Anche se rispetto a qualche anno fa abbiamo fatto molti progressi, esistono ovviamente molti altri aspetti per noi interessanti che dovrebbero essere ulteriormente sviluppati. Nello scegliere i colleghi a cui delegare alcuni compiti della Presidenza ho ritenuto che uno di questi, la sperimentazione linguistica, dovesse essere svolto dalla prof.ssa Rita Salvi. Sono certo che deciderà di realizzare questo difficile ufficio con il contributo di tutte le altre colleghe.

Si va diffondendo il convincimento che sia necessario cominciare a riflettere sulla possibilità che alcuni corsi, o quantomeno alcuni moduli di alcuni corsi, possano essere insegnati simultaneamente in più lingue. In che modo questo progetto si possa concretamente realizzare, a partire dalla definizione degli aspetti più prettamente contenutistici o linguistici è ovviamente una questione ancora aperta. L’importante è cominciare a mettere i temi sul tappeto.

Quello che io posso sostenere con convinzione è che la Facoltà è impegnata ad operare in questo senso, cominciando con la sperimentazione su alcuni moduli iniziali, magari della laurea magistrale in lingua inglese. Dobbiamo però cercare di capire meglio se è possibile e opportuno avere più di un docente in aula, magari cominciando dalle aule più piccole. Dobbiamo impegnarci per comprendere a fondo in che modo il multilinguismo, al di là dell’etichetta di facciata, possa rappresentare uno strumento effettivamente utile, capace di consentire ai nostri studenti di sviluppare simultaneamente competenze diverse relativamente a uno specifico modulo didattico, anche competenze relative a più di una lingua. Perché ci rendiamo perfettamente conto che, al di là di quella che è diventata la lingua comune, almeno in territorio europeo, ai ragazzi viene richiesto di conoscere almeno un’altra lingua. E i nostri studenti sono perfettamente coscienti di questa richiesta.

Dobbiamo dunque passare, con rapidità e senza indugi, dalle visioni concettuali del multilinguismo alla sua concreta realizzazione. Sono convinto che occasioni come questa rappresentino momenti insostituibili di questo passaggio. Grazie.

Per citare questo articolo:

Giuseppe Ciccarone, Préambule - Premessa, Repères DoRiF n. 4- Quel plurilinguisme pour quel environnement professionnel multilingue? - Quale plurilinguismo per quale ambito lavorativo multilingue?, DoRiF Università, Roma dcembre 2013, http://www.dorif.it/ezine/ezine_articles.php?id=137

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