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Fabrizio IMPELLIZZERI, Nadia MINERVA

Le lingue e i profili professionali: esperienze, difficoltà e orientamenti in Sicilia?

21 e 22 marzo 2012
Università di Catania, Struttura Didattica Speciale di Ragusa

Organizzato da: Fabrizio Impellizzeri, Nadia Minerva

La Struttura Didattica Speciale di Lingue e Letterature Straniere di Ragusa ha ospitato, mercoledì 21 e giovedì 22 marzo 2012, il terzo incontro siciliano, patrocinato dalla sezione Sicilia dell’A.I.T.I. (AssociazioneItaliana Traduttori ed Interpreti), i cui atti sono in corso di stampa. Nello specifico, il convegno ragusano ha visto intervenire figure di grande rilievo nel campo della traduzione come Yves Gambier (Università di Turku, Finlandia), Jean-René Ladmiral (ISIT – Paris X Nanterre, Francia) e David Katan (Università di Lecce). Questi hanno fornito un più che valido contributo scientifico nel delineare le problematiche e le sfide attuali dei mestieri della traduzione considerate in un panorama piuttosto ampio e complesso come quello della società globale.

Ad analizzare le tematiche riguardanti le professioni linguistiche, in una prospettiva territoriale isolana e mediterranea, si sono aggiunti inoltre gli interventi mirati dei docenti di lingua inglese, spagnola, francese, italiano per stranieri, arabo, cinese e giapponese, di linguistica e sociologia (Massimo Sturiale, Sara Bani, Loredana Pavone, Abdelkarim Hannachi, Emanuele Raini, Lavinia Benedetti, Francesco Vitucci, Sabina Fontana e Carlo Giorgio Cappello). Ognuno di loro ha presentato le specificità della propria lingua o materia d’insegnamento e ne ha delineato la spendibilità nel mercato del lavoro oggi, il quale deve necessariamente rispondere ai bisogni delle comunità e di un’economia sempre più plurilingue. Questi vari interventi sullo sviluppo e sulle prospettive delle professioni linguistiche in Sicilia hanno portato ad una riflessione sulla formazione e gli orientamenti della didattica delle lingue in un contesto estremamente dinamico. La mediazione linguistico-culturale – come strumento d’integrazione e comprensione interculturale – ci ha fatto capire quanto sia ormai utile l’incremento dell’insegnamento dell’italiano lingua straniera per lo sviluppo delle professioni di mediazione; così come l’uso delle nuove tecnologie, a supporto dei professionisti della traduzione, sia un punto basilare nella formazione e strutturazione dei percorsi di studi professionalizzanti. Allo stesso modo, nella sua parte applicativa, il convegno ha dato ampio spazio alle questioni relative alle normative a tutela dei professionisti della traduzione, in speciale modo, per coloro che operano nel settore giuridico o dentro i tribunali. Anche il mondo dei diversamente abili è entrato a pieno titolo nei nostri lavori presentandoci il profilo lavorativo, in continua espansione, dell’interprete di lingua italiana dei segni.

Elemento innovativo – e di non poco interesse – delle giornate ragusane è stato infine il pomeriggio dedicato agli ateliers condotti da professionisti del settore della traduzione, dell’interpretariato, del turismo e della mediazione linguistico culturale (Flavia Caciagli, Marisa Tiberio, Giuseppe Trovato, Julien Lemarchand e Valentina Maci). La varietà degli ateliers ha contribuito a fornire un quadro pragmatico e utile in quanto ha affrontato aspetti, sfide e prospettive inerenti alle difficoltà che i professionisti incontrano nei loro settori non sempre ben delineati, tutelati o riconosciuti. Due laboratori dell’ambito giuridico hanno illustrato il ruolo del traduttore interprete di tribunale e le sue non poche responsabilità nel processo penale; oltre a proporci un’inconsueta figura “invisibile” del consulente tecnico-linguistico per le intercettazioni nel settore investigativo dell’antimafia, della criminalità e dell’emigrazione. Un terzo laboratorio è stato dedicato ad una valutazione sulle principali modalità interpretative oggi più richieste nel mondo del lavoro, e nello specifico sulla professione dell’interprete di trattativa e di conferenza, considerata la massiccia organizzazione di eventi nazionali ed internazionali nel Mediterraneo. Il quarto atelier ha approfondito in particolare la figura di un operatore chiave nella comunicazione tra civiltà diverse che – per conoscenze sociali, storiche, culturali, nonché capacità tecniche di mediazione, comunicazione, relazione e conciliazione – riconosciamo tutti nell’attuale occupazione interculturale, per antonomasia, che è quella del mediatore linguistico-culturale. Infine, l’ultimo laboratorio è stato dedicato alla guida turistica come esponente mediatore di accoglienza tra le culture, soprattutto in Sicilia, terra dalle leggendarie invasioni e bellezze storico-paesaggistiche, nonché crocevia naturale e strategico per turisti e uomini d’affari.

Per citare questo articolo:

Fabrizio IMPELLIZZERI, Nadia MINERVA, Le lingue e i profili professionali: esperienze, difficoltà e orientamenti in Sicilia?, Repères DoRiF n.3 - Projets de recherche sur le multi/plurilinguisme et alentours... - septembre 2013, DoRiF Università, Roma septembre 2013, http://www.dorif.it/ezine/ezine_articles.php?id=122

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