{"id":11163,"date":"2024-04-13T14:00:42","date_gmt":"2024-04-13T12:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/?p=11163"},"modified":"2024-06-30T15:44:13","modified_gmt":"2024-06-30T13:44:13","slug":"laura-occhipinti-comunicare-la-crisi-ostacoli-e-strategie-per-uninformazione-democratica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/laura-occhipinti-comunicare-la-crisi-ostacoli-e-strategie-per-uninformazione-democratica\/","title":{"rendered":"Laura OCCHIPINTI, Comunicare la crisi: ostacoli e strategie per un\u2019informazione democratica"},"content":{"rendered":"<h3 id=\"laura-occhipinti\" style=\"text-align: center; padding-left: 80px;\">Laura OCCHIPINTI<\/h3>\n<h2 id=\"--comunicare-la-crisi:-ostacol\"><\/h2>\n<h2 id=\"comunicare-la-crisi:-ostacoli-\" style=\"text-align: center;\"><strong>Comunicare la crisi: ostacoli e strategie per un\u2019informazione democratica<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Laura Occhipinti<\/strong><br \/>\nAlma Mater Studiorum Universit\u00e0 di Bologna<br \/>\n<a href=\"mailto:laura.occhipinti3@unibo.it\">laura.occhipinti3@unibo.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><em>Abstract<\/em><\/strong><\/p>\n<p>The emergency related to the Covid-19 pandemic highlighted the importance of investigating institutional language. Communication is always central for effective information exchange, particularly in emergency contexts characterized by uncertainty. This contribution examines the relationship between the linguistic complexity of institutional communication and the tendency to seek information from unofficial sources. The infodemic phenomenon can be contrasted mainly by using official sources: institutions must establish a trust pact with citizens, making communication more democratic. By analyzing official texts on vaccines and green passes from the Cov-I-Cor corpus, this research intends to make texts more understandable, encouraging people to use official sources.<\/p>\n<p><strong><em>R\u00e9sum\u00e9<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La crise li\u00e9e \u00e0 la pand\u00e9mie de Covid-19 souligne l\u2019importance d\u2019examiner le langage institutionnel. La bonne communication est toujours au c\u0153ur de l\u2019\u00e9change d\u2019informations efficaces, en particulier dans des contextes d\u2019urgence caract\u00e9ris\u00e9s par l\u2019incertitude. Cette contribution examine la relation entre la complexit\u00e9 linguistique institutionnelle et la tendance \u00e0 rechercher des informations aupr\u00e8s de sources non officielles. Le ph\u00e9nom\u00e8ne de l\u2019infod\u00e9mie peut \u00eatre contr\u00e9 principalement en utilisant des sources officielles : les institutions doivent \u00e9tablir un pacte de confiance avec les citoyens, rendant la communication plus d\u00e9mocratique. En analysant les textes officiels sur les vaccins et les passeports sanitaires du corpus Cov-I-Cor, cette recherche vise \u00e0 rendre les textes plus compr\u00e9hensibles, en vue d\u2019encourager les gens \u00e0 utiliser des sources officielles.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 id=\"introduzione\">Introduzione<\/h3>\n<p>La situazione di emergenza derivante dalla pandemia da Covid-19 ha riacceso l\u2019ampio e lungo dibattito relativo al linguaggio istituzionale, mai realmente sopito e\/o risolto. Numerosi, in effetti, sono stati gli studi volti a evidenziare le caratteristiche di questa variet\u00e0 linguistica, in ragione della centralit\u00e0 che essa riveste, dal momento che disciplina le interazioni tra le amministrazioni e la collettivit\u00e0. A partire dagli anni \u201860, con il pionieristico studio di Tullio De Mauro (DE MAURO 1963), l\u2019attenzione della ricerca si \u00e8 focalizzata sulla semplificazione di questa variet\u00e0, percepita come fortemente complessa a diversi livelli di analisi. Allo studio di De Mauro hanno fatto seguito raccomandazioni, linee guida e volumi di stile che si sono ispirati al <em>plain language<\/em><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> inglese. Nonostante questo, \u00abi manuali di stile e gli strumenti di cui si pu\u00f2 disporre per la scrittura di testi giuridico-amministrativi chiari e comprensibili restano spesso inutilizzati, lettera morta\u00bb (LUBELLO 2017: 101).<\/p>\n<p>Alla luce di ci\u00f2, condurre un\u2019indagine sul linguaggio istituzionale specificamente utilizzato per la gestione dell\u2019emergenza sanitaria si ritiene essenziale: le fonti ufficiali dovrebbero essere il canale pi\u00f9 attendibile a cui affidarsi in situazioni percepite come incerte, provvisorie e pericolose.<\/p>\n<p>Il presente contributo mira a indagare il rapporto tra la complessit\u00e0 della comunicazione istituzionale, con i relativi problemi legati alla comprensione dei testi, e la tendenza a ricercare informazioni su canali meno ufficiali, di cui non sempre \u00e8 possibile testare l\u2019attendibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il fenomeno dell\u2019<em>infodemia<\/em>, cio\u00e8 la diffusione rapida ed eccessiva di informazioni, spesso erronee o fuorvianti, pu\u00f2 avere impatti significativi su diversi aspetti della societ\u00e0. In contesti di emergenza sanitaria, contrastare questo fenomeno \u00e8 di primaria importanza per preservare la salute pubblica. La circolazione non controllata di informazioni pu\u00f2 influenzare negativamente le decisioni sanitarie individuali, contribuendo alla diffusione delle malattie e ostacolando gli sforzi di contenimento collettivi. La promozione di strategie efficaci per contrastare l\u2019infodemia \u00e8 quindi essenziale non solo per garantire una comunicazione basata sui fatti e sulla trasparenza ma anche per preservare la salute pubblica e la stabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Una delle strategie potenzialmente efficaci nel contrastare questa piaga della societ\u00e0 moderna potrebbe essere il ricorso alle fonti ufficiali: le istituzioni devono creare un patto di fiducia con i cittadini, rendendo la comunicazione pi\u00f9 comprensibile e pertanto pi\u00f9 democratica per tutti. Analizzare i testi prodotti per la comunicazione pubblica da un punto di vista linguistico consente di individuare i punti di oscurit\u00e0 e complessit\u00e0 che influiscono sull\u2019efficacia dello scambio comunicativo. Intervenire su questi aspetti significa rendere i testi pi\u00f9 inclusivi e comprensibili, incoraggiando le persone ad attingere informazioni dalle fonti ufficiali, al fine di contrastare la disinformazione e la diffusione di <em>fake news<\/em>.<\/p>\n<h3 id=\"-la-comunicazione-e-la-retoric\">1. La comunicazione e la retorica<\/h3>\n<p>La comunicazione \u00e8 alla base della societ\u00e0 e non pu\u00f2 prescindere da essa: fattori extralinguistici influiscono, o dovrebbero influire, sul modo in cui comunichiamo, sulla variet\u00e0 di lingua che selezioniamo e sul mezzo espressivo che utilizziamo (GRAFFI, SCALISE 2013). Questi elementi, sebbene possano presentare caratteristiche peculiari, partecipano alla funzione comunicativa, determinando lo scambio di informazioni efficace.<\/p>\n<p>La retorica \u00e8 una componente essenziale nel plasmare il processo comunicativo: il rapporto tra comunicazione e retorica \u00e8 infatti intrinseco, complesso e molto antico. Gi\u00e0 Aristotele nel IV sec. a.C. attribuiva alla retorica, l\u2019arte del saper dire, la facolt\u00e0 di individuare, riguardo a ciascun soggetto, gli argomenti che possono essere persuasivi (ARISTOTELE 1996: Libro I). Sebbene Aristotele pensasse alla retorica come alla tecnica relativa all\u2019ambito del possibile, pi\u00f9 che alla verit\u00e0, e dunque alla capacit\u00e0 di persuadere chi ascolta, ha individuato tre degli elementi che continuano a rivelarsi essenziali affinch\u00e9 una comunicazione sia efficace. Queste tre componenti, <em>ethos<\/em>, <em>pathos<\/em> e <em>logos<\/em>, permeano tutte le modalit\u00e0 di espressione comunicativa, contribuendo alla costruzione di un <em>ragionamento<\/em> solido e coinvolgente.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario declinare queste componenti alla luce della variet\u00e0 linguistica oggetto di studio e delle evoluzioni che questi concetti hanno subito nel tempo: la retorica nei testi istituzionali \u00e8 un elemento cruciale che va oltre la mera trasmissione di informazioni. In questi contesti, la persuasione \u00e8 spesso implicita: gli autori cercano di influenzare non solo l\u2019interpretazione ma anche l\u2019applicazione delle norme stabilite.<\/p>\n<p>L\u2019<em>ethos<\/em> si riferisce al <em>carattere<\/em> e al <em>comportamento<\/em> da assumere da parte di chi parla per generare credibilit\u00e0 e connessione con il destinatario. Nei testi istituzionali questo elemento assume un ruolo chiave, dal momento che non si possono trascurare le implicazioni pratiche connesse alla loro corretta interpretazione. \u00c8 necessario, dunque, che questa tipologia di testi sia credibile e comprensibile da parte dei destinatari.<\/p>\n<p>Il <em>pathos <\/em>coinvolge l\u2019interlocutore: il termine, che ha il significato di <em>soffrire<\/em>, <em>emozionarsi<\/em>, si traduce nella capacit\u00e0 di far leva sul destinatario, rendendolo dunque parte attiva della costruzione del discorso, il <em>logos<\/em>. Ci riferiamo in questo contesto a una nozione di <em>pathos<\/em> che non verte direttamente sulle emozioni del destinatario, consapevoli che la neutralit\u00e0 emotiva \u00e8 un aspetto caratteristico dei testi istituzionali. A differenza di altre forme di scrittura, questi documenti adottano un tono formale e professionale, mirando a trasmettere informazioni in modo obiettivo, rendendo cos\u00ec la persuasione meno evidente. Tuttavia, anche questa scelta di tono \u00e8, in s\u00e9, una strategia retorica, poich\u00e9 cerca di stabilire un\u2019apparente oggettivit\u00e0 e imparzialit\u00e0, essenziali per la validit\u00e0 di norme e regolamenti. La nozione di <em>pathos<\/em>, quindi, \u00e8 da intendersi con una connotazione pi\u00f9 ampia: considerare le esigenze del destinatario, utilizzare linguaggio e argomenti che non escludano l\u2019interlocutore ma che suscitino coinvolgimento e interesse.<\/p>\n<p>Con il termine<em> logos<\/em>, invece, si fa riferimento al ragionamento logico che porta alla formulazione del contenuto, del codice che viene espresso e della modalit\u00e0 discorsiva. Per quanto riguarda il <em>logos<\/em> dei testi istituzionali \u00e8 fondamentale considerarne la <em>dispositio<\/em>, che guida il lettore attraverso un percorso logico di interpretazione dei documenti: un\u2019organizzazione efficace del testo \u00e8 un prerequisito essenziale per una corretta produzione; \u00e8 una strategia retorica volta a massimizzare la comprensibilit\u00e0 del testo.<\/p>\n<p>I tre elementi aristotelici possono essere collegati alla teoria della comunicazione di Roman Jakobson (JAKOBSON 1960), che individua sei funzioni fondamentali nella comunicazione connesse, in un rapporto biunivoco, alle sei componenti essenziali in uno scambio comunicativo. Mittente, messaggio e destinatario, simili agli elementi aristotelici, sono affiancati da contesto, codice e canale. La funzione emotiva di Jakobson pu\u00f2 essere associata all\u2019<em>ethos<\/em> aristotelico, poich\u00e9 esprime l\u2019attenzione del mittente al destinatario durante l\u2019atto comunicativo. La funzione conativa riflette la partecipazione attiva del destinatario, simile al concetto di <em>pathos<\/em>, influenzando il mittente nella formulazione del messaggio. Jakobson evidenzia che la significazione avviene solo quando i partecipanti condividono lo stesso codice, attivando la funzione metalinguistica che consente la realizzazione della funzione poetica, l\u2019organizzazione del messaggio, riconducibile al <em>logos<\/em> aristotelico.<\/p>\n<p>Le funzioni referenziale e fatica sono particolarmente rilevanti nel contesto comunicativo a cui facciamo riferimento nel presente articolo. La funzione referenziale focalizza l\u2019attenzione sul contesto effettivo in cui avviene la comunicazione; si tratta del contesto peculiare della situazione di emergenza legata al Covid-19 che dovrebbe comportare un\u2019attenzione particolare al destinatario. Riprendere Perelman (1958) in questo contesto sembra doveroso data l\u2019importanza da lui attribuita al destinatario. La sua teoria si allontana da un approccio tradizionale teorico universale per concentrarsi su un\u2019idea specifica di pubblico: la retorica deve essere adattata alle preoccupazioni, ai valori e alle attitudini del destinatario. L\u2019attenzione deve essere maggiore soprattutto quando il canale comunicativo attraverso cui il messaggio viene inviato non consente appieno la realizzazione della funzione fatica. In effetti, mentre sembra chiaro che ogni discorso orale si rivolga a un uditorio, l\u2019\u00abassenza materiale dei lettori [in un testo scritto] pu\u00f2 far credere allo scrittore d\u2019essere solo al mondo\u00bb (<em>ivi<\/em>: 9), ma non \u00e8 cos\u00ec ed \u00e8 necessario interessarsi maggiormente all\u2019ipotetica <em>comprensione <\/em>del messaggio da parte del destinatario: manca un controllo diretto e costante come durante uno scambio comunicativo orale. Il problema principale \u00e8 che \u00abla comprensione viene data per scontata [\u2026]; perfino le scienze del linguaggio l\u2019hanno a lungo ignorata e sottovalutata considerandola un mero rovesciamento della produzione linguistica\u00bb (CHIARI 2018: on-line).<\/p>\n<h3 id=\"-comprendere-in-situazioni-di-\">2. Comprendere in situazioni di emergenza<\/h3>\n<p>Interrogarsi su quanto i destinatari comprendano i testi \u00e8 fondamentale in ogni contesto ma si rivela essenziale in situazioni particolarmente complesse: la nostra indagine suggerisce una connessione pi\u00f9 ampia tra la condivisione del codice e la comprensione del messaggio nell\u2019ambito della comunicazione di emergenza. Nei casi in cui la collaborazione \u00e8 necessaria per riuscire a contenere una data situazione, la pianificazione e le decisioni linguistiche prese per comunicare possono influire fortemente sul successo delle indicazioni fornite alla popolazione.<\/p>\n<p>Dal momento in cui \u00abla comunicazione in emergenza rientra [\u2026] nel novero della complessit\u00e0, laddove gli effetti di un semplice messaggio, interagendo con le altre mille variabili del sistema, si amplificano in modo esponenziale, con effetti imprevedibili\u00bb (MANFREDI 2015: 21), bisogna arginare i fraintendimenti che possono scaturire da una comunicazione scorretta.<\/p>\n<p>Per gestire efficacemente le emergenze, l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) ha sottolineato la necessit\u00e0 di un\u2019attenzione ancora maggiore al <em>come<\/em> comunicare, nel momento in cui le notizie da diffondere non sono di per s\u00e9 certe o lo sono solo relativamente ai dati disponibili in un determinato momento. Il documento <em>Communicating risk in public health emergencies <\/em>(WHO 2017) \u00e8 stato elaborato per i responsabili politici e decisionali nelle situazioni di emergenza; \u00e8 antecedente alla diffusione della pandemia da Covid-19 che, per\u00f2,<\/p>\n<blockquote><p>come numerosi altri eventi politici, economici, sociali e le trasformazioni scientifico-tecnologiche, \u00e8 stata non solo un acceleratore linguistico che ha contribuito a un arricchimento e rinnovamento del lessico della nostra lingua ma ha anche riportato alla luce il tema della <em>crisis <\/em>e <em>risk communication <\/em>con particolare attenzione per la comunicazione tra lo Stato e i cittadini (BOMBI 2021: 5).<\/p><\/blockquote>\n<p>Le linee guida dell\u2019OMS pongono l\u2019attenzione su elementi e strategie che mirano a una comunicazione che sia il pi\u00f9 efficace e proattiva possibile. Queste indicazioni sono state a lungo sottovalutate, e talvolta continuano a esserlo, da parte delle istituzioni che dovrebbero creare un patto di fiducia con i cittadini, patto che \u00e8 mancato o \u00e8 stato altalenante durante la pandemia. Per costruire e mantenere questa fiducia bisogna ottenere il coinvolgimento e la rassicurazione della popolazione, adottando delle strategie per rendere i documenti accessibili: utilizzare un linguaggio chiaro e semplice, fornire contesto e rilevanza, e incorporare esempi pratici.<\/p>\n<p>Consapevoli che in un\u2019emergenza inaspettata \u00e8 molto difficile avere un quadro chiaro delle misure da adottare, non si pu\u00f2 trascurare la componente di progettazione comunicativa che pu\u00f2 essere alla base delle seppur incerte comunicazioni da fare\/dare. \u00c8 necessario bilanciare la comunicazione perch\u00e9 \u00abl\u2019information blackout e l\u2019information overflow [sono] estremi che se oltrepassati generano meccanismi di crisi nella crisi\u00bb (MANFREDI 2015: 20).<\/p>\n<p>La comunicazione delle autorit\u00e0 dovrebbe essere ponderata e includere esplicitamente anche informazioni in merito alle incertezze, evidenziando la mutevolezza delle situazioni e le relative conseguenze. La pianificazione strategica implica la valutazione dei bisogni, l\u2019impostazione di obiettivi e la realizzazione di interventi coordinati tra le istituzioni e i molteplici canali comunicativi.<\/p>\n<h3 id=\"-pandemia-e-infodemia\">3. Pandemia e infodemia<\/h3>\n<p>Il Covid-19 ci ha messo di fronte a una pandemia dalle caratteristiche totalmente nuove: la prima durante quella che pu\u00f2 essere definita la Terza Rivoluzione Industriale<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Lo sviluppo di tecnologie avanzate ha generato una vasta rete di connessioni, sia reali che virtuali.<\/p>\n<p>Le notizie provenienti dalla Cina hanno preceduto la rapida propagazione del virus, sottolineando la tempestivit\u00e0 e la velocit\u00e0 con cui le informazioni si sono diffuse rispetto all\u2019epidemia stessa. A testimonianza della rapidit\u00e0 informativa, basti pensare ai primi documenti ufficiali da parte del governo che risalgono a quasi un mese prima dell\u2019individuazione del presunto primo caso italiano. A questi testi ha fatto seguito una produzione informativa senza precedenti caratterizzata da spiegazioni scientifiche o pseudo tali sulle regole di propagazione del virus, quelle stesse regole che possono essere applicate anche al virus informativo. \u00abQuesta propagazione \u00e8 ben descritta dai cosiddetti modelli reticolari, che evidenziano sorprendenti analogie tra le epidemie sanitarie, informatiche e culturali\u00bb (MANFREDI 2015: 22).<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che il termine utilizzato per indicare il diffondersi di informazioni \u00e8 <em>virale<\/em>, per estensione rispetto al significato di <em>relativo a un virus<\/em>: \u00e8 un uso metaforico che trae origine dai meccanismi di contagio biologico. Questo neologismo semantico viene utilizzato \u00abogni qual volta una notizia, una fotografia, un brano musicale, pi\u00f9 genericamente un\u2019unit\u00e0 di informazione, si diffondono con velocit\u00e0 pressoch\u00e9 incontrollabile soprattutto nel web\u00bb (GHENO 2015: on-line).<\/p>\n<p>La viralit\u00e0, sia per quanto riguarda il virus che le informazioni, \u00e8 un fenomeno di difficile previsione;<\/p>\n<blockquote><p>la tecnologia e la velocit\u00e0 rappresentano una complicazione decisiva: la situazione che caratterizza l\u2019epidemia da Covid-19 mostra in effetti tratti mai osservati in precedenza. Lo sviluppo tecnologico ha infatti sia accelerato la diffusione delle notizie, sia creato una trasmissione delle medesime che potremmo definire \u201cpolicentrica\u201d (GRANDI 2021: 505).<\/p><\/blockquote>\n<p>Il fenomeno irrefrenabile di generazione e ricerca di notizie \u00e8 tipico delle situazioni confuse e frastornanti. La pandemia \u00abha spinto cittadini, professionisti e aziende alla ricerca quasi ossessiva di informazioni credibili, districandosi tra eccessi apocalittici, sottovalutazioni, fake news e irresponsabilit\u00e0 digitali, istituzionali o mediatiche\u00bb (ALFONSO, COMIN 2020: 15). I fenomeni di ricerca e produzione di informazioni si sono alimentati in modo irrefrenabile, portando alla nascita, \u00aba fianco della pandemia [, di] una infodemia dai contorni ancora frastagliati: ansiogena, confusa, senza punti di riferimento\u00bb (ibidem). Il termine <em>infodemia<\/em> \u00e8 un calco formale della parola d\u2019autore <em>infodemic<\/em>, coniata da David Rothkopf nel 2003. Questo neologismo, nato dall\u2019unione delle parole <em>informazione<\/em> ed <em>epidemia<\/em>, \u00e8 stato utilizzato per la prima volta in riferimento alla diffusione della Sars e indica \u00abla circolazione di una quantit\u00e0 eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficolt\u00e0 di individuare fonti affidabili\u00bb (TORCHIA 2021: on-line). Questa seconda epidemia pu\u00f2 avere implicazioni anche maggiori della diffusione della malattia stessa, dal momento che \u00abthe information epidemic \u2013 or \u201cinfodemic\u201d \u2013 has made the public health crisis harder to control and contain\u00bb (ROTHKOPF 2003: on-line).<\/p>\n<p>Il problema della ricerca di fonti affidabili \u00e8 sempre pi\u00f9 urgente, soprattutto quando le informazioni sembrano essere contraddittorie, a volte false o fuorvianti, portando addirittura a una \u00abdeformazione della realt\u00e0 nel rimbombo degli echi e dei commenti della comunit\u00e0 globale su fatti reali o spesso inventati\u00bb (BECCHETTI 2020: on-line).<\/p>\n<p>Una ricerca condotta da <em>Il<\/em><em> Sole 24 Ore<\/em> nel 2018 (<em>Infodata<\/em>) ha sottolineato che, in media, le persone che considerano vere notizie rivelatesi poi delle <em>fake news<\/em> sono pari al 54,6% del campione considerato, con un <em>range<\/em> che va dal 63% tra le nuove generazioni (25-34 anni) e il 52% tra i 45-54 anni. A questo dato preoccupante, si aggiungono studi statistici sui livelli di alfabetizzazione\/istruzione della popolazione che sembrano avere una forte correlazione con i comportamenti assunti in una certa situazione. Dall\u2019analisi Istat 2021 emergono dati piuttosto drammatici: in Italia continuano a crescere gli indici di dispersione scolastica e i livelli di istruzione continuano a essere al di sotto della media. Basti citare, a tal proposito, il livello di istruzione secondaria conseguito dalla popolazione tra i 24 e i 65 anni, principale indicatore del livello di educazione di un Paese. Nonostante rispetto all\u2019analisi precedente (2019) la quota di persone con un titolo sia aumentata di 0,7 punti, il livello di istruzione si attesta intorno al 62,9%, con una differenza di almeno 15 punti percentuali rispetto agli altri Paesi europei. Questo dato non pu\u00f2 essere trascurato nella fase di progettazione di un testo, specialmente in situazioni delicate.<\/p>\n<p>Per una comunicazione efficace e che possa essere compresa dalla maggior parte della popolazione, infatti, \u00e8 necessario comunicare in modo opportuno, seguendo i principi di specificit\u00e0, coerenza, certezza (nei limiti del possibile), accuratezza e chiarezza.<\/p>\n<h3 id=\"-i-testi-istituzionali:-caso-s\">4. I testi istituzionali: caso studio<\/h3>\n<p>Il linguaggio istituzionale sembra manchevole riguardo a chiarezza e semplicit\u00e0 espositiva (CORTELLAZZO 2021): affinch\u00e9 la comunicazione pubblica sia efficiente \u00e8 necessario considerare i tipi di pubblico a cui ci si rivolge, che vanno dai singoli individui ad altre istituzioni pubbliche (VELLUTINO 2018).<\/p>\n<blockquote><p>In occasione della pandemia da Covid-19, la comunicazione istituzionale [\u2026] ha continuato a manifestare le sue croniche criticit\u00e0, anzi accentuandole a un livello tale da dare luogo alla ripresa vigorosa e amareggiata di analisi scientifiche, appelli, tentativi di proporre alternative a un discorso che ha ignorato totalmente quanto negli anni sembrava ormai essere diventato un patrimonio di conoscenze e di proposte operative (VEDOVELLI 2021: 77).<\/p><\/blockquote>\n<p>Con linguaggio istituzionale si intende un vasto insieme di variet\u00e0 che vanno dalle pi\u00f9 vincolanti, in cui rientrano i linguaggi giuridico e amministrativo (specialistici), alle meno vincolanti, tra cui rientrano i linguaggi mediali, pi\u00f9 direttamente indirizzati al pubblico.<\/p>\n<p>Per questo lavoro, si \u00e8 deciso di analizzare dieci testi istituzionali nazionali (sono stati esclusi i documenti prodotti da regioni, provincie e comuni), redatti per fronteggiare l\u2019emergenza sanitaria, esemplificativi dei linguaggi del diritto e dell\u2019amministrazione che sono<\/p>\n<blockquote><p>settori strettamente contigui; il secondo, peraltro, \u00e8 storicamente una variante particolarmente estesa del linguaggio giuridico, con cui intrattiene un legame strutturale, dal momento che quest\u2019ultimo rappresenta la fonte primaria della normativa burocratica: i testi amministrativi, anche se prodotti per situazioni e scopi comunicativi diversi, imitano l\u2019impostazione e la lingua dei testi giuridici spesso degradandone l\u2019assetto testuale (LUBELLO 2017: 10).<\/p><\/blockquote>\n<p>I testi selezionati sono stati estratti da Cov-I-Cor (OCCHIPINTI in revisione), un corpus di italiano istituzionale relativo alla gestione dell\u2019emergenza sanitaria. Il corpus presenta un totale di 904 testi, relativi a un arco di tempo che va da gennaio 2020, con le prime informazioni relative al Covid, al 31 marzo 2022, data fine dello stato di emergenza. \u00c8 un corpus monolingue, scritto, specialistico, sincronico.<\/p>\n<p>I testi analizzati sono i Dpcm, disposizioni adottate dal Presidente del Consiglio dei ministri, per la gestione del tema vaccini e <em>green pass<\/em>, due argomenti attorno a cui non sono mancate vere e proprie <em>fake news.<\/em> L\u2019arco di tempo ricoperto dalla normativa analizzata va dalla nomina del generale Figliuolo come Commissario straordinario per il coordinamento delle misure per il contenimento e contrasto dell\u2019emergenza (3 marzo 2021), all\u2019ultimo aggiornamento sulle modalit\u00e0 di verifica delle vaccinazioni e del <em>green pass<\/em> (2 marzo 2022).<\/p>\n<p>Tutti i testi selezionati sono stati pubblicati sulla <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> della Repubblica italiana, fonte ufficiale di conoscenza delle norme attive a disposizione della popolazione. Affinch\u00e9 una legge o un provvedimento entrino in vigore \u00e8 obbligatoria la pubblicazione in Gazzetta, motivo per cui i testi dovrebbero essere alla portata dell\u2019intera popolazione.<\/p>\n<p>La chiarezza espositiva \u00e8 un principio costituzionale nel momento in cui sappiamo che il nostro regolamento giuridico si basa sul principio <em>ignorantia iuris (legis) non excusat<\/em>, espressione nata nel diritto romano ma ancora valida<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Ambiguit\u00e0, vaghezza e ipotetiche interpretazioni contrastanti non consentono indicazioni sufficientemente chiare o dettagliate per orientare i destinatari della legge nella comprensione delle loro obbligazioni e dei loro diritti. Tutto ci\u00f2 sembra essere in contrasto con il principio secondo cui tutti i cittadini devono comprendere i fondamenti che regolano la Repubblica, in modo da poterle essere \u00abfedeli\u00bb (CORTE COSTITUZIONALE: art. 54) e avere piena coscienza del suo funzionamento.<\/p>\n<h3 id=\"-analisi-della-leggibilit\u00e0-e-\">5. Analisi della leggibilit\u00e0 e complessit\u00e0 linguistica<\/h3>\n<p>Alla luce delle considerazioni fin qui espresse, si \u00e8 deciso di analizzare la leggibilit\u00e0 dei testi selezionati. I due fenomeni sono strettamente interconnessi e ci aiutano a far luce sulla percezione dei testi con annessa accessibilit\u00e0 e comprensione: possono guidarci nell\u2019intuire le difficolt\u00e0 di una comunicazione complessa come quella istituzionale. Attraverso un\u2019analisi della leggibilit\u00e0 mediante strumenti informatici miriamo a un\u2019indagine che sia pi\u00f9 oggettiva e meno intuitiva relativa alla strutturazione e composizione dei testi, sottolineandone le caratteristiche che non sembrano rispettare i principi retorici e le linee guida trattati.<\/p>\n<p>Diversi sono gli indici di leggibilit\u00e0 sviluppati per la lingua italiana che misurano la complessit\u00e0 linguistica a diversi livelli. Nello specifico, gli strumenti utilizzati per questa analisi sono stati Read-IT (DELL\u2019ORLETTA et al. 2011) e Tint 2.0 (APROSIO PALMIERO, MORETTI 2018).<\/p>\n<p>Per determinare l\u2019indice di complessit\u00e0 di un testo \u00e8 necessario considerare varie caratteristiche linguistiche, calcolate alla luce di differenti parametri, che partecipano a un\u2019analisi linguistica multilivello. Alcuni degli elementi considerati fanno riferimento a caratteristiche superficiali del testo, come ad esempio la lunghezza delle frasi e quella delle parole. Questi sono i due parametri principali considerati dal primissimo indice di misurazione tarato sull\u2019italiano, l\u2019indice Gulpease (LUCISANO, PIEMONTESE 1988), che incrocia il dato linguistico con il livello di istruzione della popolazione italiana.<\/p>\n<p>L\u2019indice \u00e8 rappresentativo di un <em>range<\/em> che va da 0, leggibilit\u00e0 molto bassa, a 100, leggibilit\u00e0 pi\u00f9 alta, suddiviso in tre sotto intervalli, connessi al grado di istruzione, che si dispongono in un continuum:<\/p>\n<ul>\n<li>un indice inferiore a 80 si riferisce a testi difficili per chi ha la licenza elementare;<\/li>\n<li>i testi il cui indice \u00e8 inferiore a 60 sono difficili anche per chi ha la licenza media;<\/li>\n<li>un indice al di sotto del 40 \u00e8 rappresentativo dei testi difficili anche per chi ha una licenza superiore.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per quanto questo dato sia abbastanza significativo \u00e8 necessaria un\u2019analisi che vada oltre la <em>surface<\/em> linguistica. Read-IT unisce ai parametri quantitativi appena descritti il calcolo della lunghezza del testo in numero di periodi e una serie di parametri relativi al lessico e alla sintassi<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, che ci consentono, attraverso misurazioni matematiche, un\u2019analisi pi\u00f9 qualitativa. Tre sono gli indici (base, lessicale e sintattico) calcolati mediante Read-IT, combinati poi in un valore Read-IT globale.<\/p>\n<p>Nella tabella sono riassunti i valori estratti dall\u2019analisi dei testi, interpretando i quali si possono dedurre diverse considerazioni generali che approfondiremo osservando nel dettaglio alcune frasi.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-11170 size-full\" src=\"https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Tabella.png\" alt=\"\" width=\"1316\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Tabella-200x53.png 200w, https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Tabella-300x80.png 300w, https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Tabella-400x106.png 400w, https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Tabella-600x160.png 600w, https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Tabella-768x204.png 768w, https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Tabella-800x213.png 800w, https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Tabella-1024x272.png 1024w, https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Tabella-1200x319.png 1200w, https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Tabella.png 1316w\" sizes=\"(max-width: 1316px) 100vw, 1316px\" \/><\/p>\n<p id=\"tabella-1:-indici-di-leggibili\" style=\"text-align: center;\">Tabella 1: Indici di leggibilit\u00e0 e complessit\u00e0 dei Dpcm analizzati; la data corrisponde al giorno di pubblicazione in Gazzetta<\/p>\n<p>Tutti i documenti si collocano intorno a un valore Gulpease pari a 40 e pertanto sono difficilmente comprensibili anche per persone con licenza superiore.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione al destinatario, principio cardine di tutti gli approcci retorici-comunicativi, non viene rispettata: la maggior parte della popolazione non \u00e8 in grado di comprendere questi testi. Dall\u2019indice globale Read-IT infatti emerge una percentuale di complessit\u00e0 pari al 100% in tutti i testi, con le opportune differenze per quanto riguarda gli indici relativi al lessico e alla sintassi.<\/p>\n<p>La strutturazione delle frasi, con una prevalenza di subordinate rispetto alle coordinate o alle frasi semplici, rende la sintassi del testo labirintica per tutti i testi analizzati, la cui percentuale di complessit\u00e0 sintattica \u00e8 pari quasi al 100%.<\/p>\n<p>Il dato lessicale \u00e8 quello che presenta maggiori diversificazioni, coprendo un <em>range<\/em> che va dall\u20191,20% di complessit\u00e0 fino a un massimo di 76,20%. L\u2019analisi lessicale \u00e8 condotta considerando parametri quali la <em>densit\u00e0 lessicale<\/em>, definita come la quantit\u00e0 di parole utilizzate in un testo rispetto alla sua lunghezza complessiva; il <em>rapporto type\/token <\/em>(TTR), che confronta il numero totale di parole nel testo (<em>token<\/em>) con il numero di parole uniche o diverse presenti (<em>type<\/em>) e la percentuale di termini appartenente al Nuovo Vocabolario di Base (Nvdb, DE MAURO 2016).<\/p>\n<p>I risultati variabili relativamente al lessico emersi dall\u2019analisi sono indicativi di una non-coerenza complessiva rispetto al registro utilizzato in testi con la stessa valenza informativa: sappiamo che in questi testi i termini tecnici sono fondamentali ma generalmente si ricorre a un lessico ricco di tecnicismi innecessari, i cosiddetti <em>tecnicismi collaterali<\/em>. Questi ultimi sono sentiti utili per il mantenimento di un tono aulico ma in realt\u00e0 sono solo \u00abparticolari espressioni stereotipiche, non necessarie, a rigore, alle esigenze della denotativit\u00e0 scientifica\u00bb (SERIANNI 1985: 270) e rendono meno fruibili i testi da parte dei parlanti.<\/p>\n<p>Abbiamo effettuato nuovamente l\u2019analisi con Read-IT sulle frasi esempio selezionate, in modo da avere una panoramica pi\u00f9 dettagliata che ci aiuti a dimostrare la valenza delle riflessioni generali formulate.<\/p>\n<p>L\u2019esempio sotto riportato \u00e8 tratto dal Dpcm del 2 marzo 2022:<\/p>\n<blockquote><p>1) Per i soggetti provenienti da uno Stato estero, in possesso di un certificato digitale interoperabile con il <em>gateway<\/em> europeo generato da pi\u00f9 di sei mesi (centottanta giorni) dalle competenti autorit\u00e0 sanitarie estere di avvenuta vaccinazione anti SARS-CoV-2, con un vaccino autorizzato o riconosciuto come equivalente in Italia, la predetta modalit\u00e0 di verifica per l&#8217;accesso ai servizi e alle attivit\u00e0 per i quali sul territorio nazionale sussiste l&#8217;obbligo di possedere una certificazione verde COVID-19 da vaccinazione o guarigione richiede in aggiunta una certificazione che attesti l&#8217;esito negativo del test antigenico rapido o molecolare, avente validit\u00e0 di quarantotto ore dall&#8217;esecuzione se antigenico rapido, o di settantadue ore se molecolare.<\/p><\/blockquote>\n<p>Come evidente, la lunghezza della frase va ben oltre le 25-30 parole suggerite dalle numerose linee guida relative alla semplificazione del linguaggio istituzionale<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>: ci troviamo di fronte ad una frase di 112 parole. Il caso purtroppo non \u00e8 isolato: la maggior parte dei periodi che compongono questi testi \u00e8 lunga e contorta.<\/p>\n<p>Il contenuto informativo \u00e8 molto denso ma poco chiaro: appare abbastanza difficile individuare quale sia il soggetto sintattico e quale l\u2019informazione saliente veicolata. Read-IT individua 9 proposizioni<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> in questa frase, con una media della profondit\u00e0 dell\u2019albero sintattico pari a 27, significativo di un incassamento gerarchico complesso tra le proposizioni.<\/p>\n<p>L\u2019indice di complessit\u00e0 lessicale risultante dall\u2019analisi specifica \u00e8 molto alto, pari al 99,4%. Il lessico utilizzato \u00e8 vario come testimoniato dal risultato del TTR: circa il 73% delle parole presenti in questo periodo \u00e8 unica, dato confermato anche dall\u2019alta densit\u00e0 lessicale calcolata rispetto alle prime 100 parole del periodo.<\/p>\n<p>Allo studio condotto mediante Read-IT \u00e8 stata affiancata l\u2019analisi con Tint 2.0 che aggiunge ai parametri lessicali, che in Read-IT si riferiscono sempre al macrocontesto frase-testo, informazioni relative a ogni singola parola, con riferimento al Nvdb. A circa la met\u00e0 delle parole presenti nell\u2019es.1 viene attribuito l\u2019indice di complessit\u00e0 lessicale pi\u00f9 alto (4): la maggior parte delle parole utilizzate non \u00e8 dunque usata dalla maggioranza della popolazione. Inoltre, non mancano anglicismi (<em>gateway<\/em>) e tecnicismi collaterali (<em>predetta<\/em>, <em>in aggiunta<\/em>) che, sebbene possano essere percepiti come pi\u00f9 precisi, potrebbero richiedere un\u2019attenzione particolare dei destinatari per garantire la comprensibilit\u00e0 e l\u2019accessibilit\u00e0 del testo.<\/p>\n<p>Anche nei casi, come quello qui riportato (es. 2), in cui il lessico utilizzato \u00e8 meno vario, presentando una densit\u00e0 lessicale pi\u00f9 bassa rispetto all\u2019es. 1, non mancano parole quali <em>fruizione<\/em>, <em>vigente<\/em> che potrebbero essere sostituiti da termini pi\u00f9 frequenti e comuni (<em>utilizzo<\/em>, <em>in corso<\/em>).<\/p>\n<blockquote><p>2) Nei casi in cui la fruizione di servizi, lo svolgimento di attivit\u00e0 e gli spostamenti sono consentiti dalla vigente legislazione esclusivamente ai soggetti con una certificazione verde COVID-19 di avvenuta vaccinazione o guarigione, l\u2019applicazione di cui al comma 1, il pacchetto di sviluppo per applicazioni di cui al comma 10, lettera a), e le librerie software e le soluzioni da esse derivate di cui al comma 12 permettono di selezionare una modalit\u00e0 di verifica limitata al possesso di una delle predette certificazioni, senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l\u2019emissione.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u200bQuesta frase, la cui lunghezza \u00e8 significativa (92 parole), presenta numerose subordinate ed espressioni che potrebbero essere sostituite per snellire il testo. Tanti sono i rimandi legislativi che, sebbene fondamentali, non consentono un accesso immediato alle informazioni e dunque sono testimonianza di una <em>dispositio<\/em> del testo fallace.<\/p>\n<p>I due esempi riportati sono sovra estensibili a quasi tutte le frasi del nostro campione: le buone pratiche suggerite non sembrano essere state applicate.<\/p>\n<p>Potrebbe essere molto utile addestrare un sistema di semplificazione automatica (SAGGION 2017) per questo genere testuale in quanto supporto alla comprensione, almeno in questa fase di transizione, durante la quale (ci si augura) la Pubblica Amministrazione (PA) continuer\u00e0 a formarsi e a adattarsi alle linee guida proposte. La scarsit\u00e0 di dati per questo <em>task<\/em> linguistico non consente un addestramento efficace dei modelli di semplificazione, motivo per cui \u00e8 necessaria la creazione di nuovi corpora paralleli.<\/p>\n<p>La struttura sintattica presenta una complessit\u00e0 intrinseca che, per\u00f2, non risparmia il lessico. Per quanto i valori sembrino essere pi\u00f9 oscillanti e dunque ci sono frasi lessicalmente fruibili, si ritiene che il mero calcolo delle parole contenute nel Nvdb non basti come parametro di complessit\u00e0 relativo alle singole parole. In effetti, questo dato non tiene conto delle risemantizzazioni a partire da parole del lessico comune, caratteristica significativa dei linguaggi specialistici. Le parole di uso comune, in effetti, acquistano un valore tecnico attraverso specializzazioni o estensioni di significato che, talvolta, rendono il testo pi\u00f9 vago e polisemico, a fronte di un\u2019attribuzione di senso univoca tipica dei linguaggi settoriali. Basti pensare, a titolo esemplificativo, alla parola <em>soggetto<\/em>, inclusa in entrambe le frasi esempio presentate. Mentre nel linguaggio comune <em>soggetto<\/em> pu\u00f2 riferirsi genericamente a una persona o a un argomento, nel linguaggio istituzionale ha una connotazione pi\u00f9 specifica legata a persone coinvolte in questioni legali, entit\u00e0 giuridiche riconosciute o individui con diritti e doveri sotto la legge. \u00c8 necessario dunque differenziare questi <em>tecnicismi<\/em> dalle parole di uso comune per riconoscerne una maggiore complessit\u00e0. Per questo motivo, lo sviluppo di un sistema efficace di individuazione di parole semplici\/complesse nei testi che prenda in considerazione numerosi parametri linguistici, oltre alla sola frequenza, si ritiene essenziale.<\/p>\n<h3 id=\"conclusioni\">Conclusioni<\/h3>\n<p>Il linguaggio istituzionale si conferma complesso e oscuro, nonostante i numerosi tentativi di semplificazione sulla base delle linee guida teorizzate: buone pratiche che, nel concreto, non hanno portato ad alcuna miglioria.<\/p>\n<p>La persistente complessit\u00e0 e oscurit\u00e0 del linguaggio istituzionale, nonostante gli sforzi di semplificazione, pu\u00f2 essere attribuita a diversi fattori intrinseci: la tradizione e la formalit\u00e0 delle istituzioni spesso resistono ai cambiamenti linguistici, mantenendo un linguaggio consolidato nel tempo, mascherando la resistenza all\u2019innovazione dietro la necessit\u00e0 di precisione, di cui spesso i testi sono manchevoli. Sicuramente la gestione di questioni normative complesse richiede l\u2019uso di termini specifici che dovrebbero evitare ambiguit\u00e0 e interpretazioni errate, ma questo intento non \u00e8 supportato dall\u2019uso di tecnicismi collaterali o parole inutilmente auliche. Sappiamo, in effetti, che la retorica dei testi istituzionali si fonda sulla chiarezza intesa come comunicazione efficiente che deve evitare ambiguit\u00e0 e complessit\u00e0 inutili adattandosi ai destinatari.<\/p>\n<p>La semplificazione automatica potrebbe essere un supporto molto utile per la comprensione dei testi e per la riduzione della loro complessit\u00e0. Proprio tale complessit\u00e0, con relativa frustrazione dei parlanti nel provare a comprendere i testi ufficiali, comporta la ricerca di informazioni in altri tipi di fonti che non si rivelano sempre affidabili. Per sopperire a questo urgente problema il governo \u00abha nominato una specifica task force di giornalisti volti a monitorare e contrastare la diffusione di fake news [e] a sensibilizzare i cittadini\u00bb (ALFONSO, COMIN 2020: 13) affinch\u00e9 si affidassero ai canali di comunicazione ufficiali. L\u2019unica soluzione possibile sembra essere quella di rendere pi\u00f9 comprensibili i testi amministrativi\/normativi in modo che la comunicazione con i cittadini risulti pi\u00f9 efficace, anche quando questa \u00e8 mediata (linguaggi mediali). Gli intermediari devono capire senza fraintendimenti quello che c\u2019\u00e8 scritto nei documenti, in modo da trasferire informazioni corrette. \u00c8 bene ricordare che una chiarezza nella forma comporta necessariamente una chiarezza nel contenuto e che la PA \u00e8 fatta di persone. Per quanto queste ultime siano esperte dell\u2019ambito, spesso assumono atteggiamenti automatici verso questa variet\u00e0 linguistica fossilizzata che, quasi al pari di una lingua morta, non sembra aver subito le normali evoluzioni linguistiche.<\/p>\n<p>Intervenire sulla lingua \u00e8 un requisito necessario per fare in modo che i cittadini consultino fonti affidabili o che possano almeno controllare la veridicit\u00e0 delle altre fonti di informazione mediante un confronto con quelle ufficiali: una possibile terapia a quella che pu\u00f2 essere considerata una vera e propria malattia della contemporaneit\u00e0, l\u2019infodemia. Affrontare questa sfida richiede un cambio culturale, sforzi organizzativi coordinati e, in alcuni casi, la revisione delle normative che influenzano la comunicazione istituzionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 id=\"bibliografia\">Bibliografia<\/h3>\n<p>ALFONSO, Lelio, COMIN, Gianluca, <em>#Zonarossa. IlCovid-19 tra infodemia e comunicazione<\/em>, Milano, Guerini e associati, 2020.<\/p>\n<p>APROSIO PALMIERO, Alessio, MORETTI, Giovanni, \u00abTint 2.0: an All-inclusive Suite for NLP in Italian\u00bb, <em>Proceedings of the Fifth Italian Conference on Computational Linguistics<\/em>, Torino, Accademia University Press, 2018, p. 311-317.<\/p>\n<p>ARISTOTELE, <em>Retorica<\/em>, M. Dorati (a cura di), Mondadori, Milano, 1996.<\/p>\n<p>BECCHETTI, Leonardo, <em>Resistere all&#8217;infodemia. I danni delle statistiche alla rovescia<\/em>, Avvenire, 2020, <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/opinioni\/pagine\/resistere\">https:\/\/www.avvenire.it\/opinioni\/pagine\/resistere<\/a> (consultato il 29\/01\/2024).<\/p>\n<p>BOMBI, Raffaella, <em>La comunicazione istituzionale ai tempi della pandemia. Da sfida a opportunit\u00e0<\/em>, Roma, Il Calamo, 2021.<\/p>\n<p>CHIARI, Isabella, <em>Capire, fraintendere e non capire<\/em>, Treccani, 2018, <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/magazine\/lingua_italiana\/articoli\/scritto_e_parlato\/Capire.html\">https:\/\/www.treccani.it\/magazine\/lingua_italiana\/articoli\/scritto_e_parlato\/Capire.html<\/a> (consultato il 29\/01\/2024).<\/p>\n<p>CICALA, Curzio, FEDRIGA, Riccardo, \u00abConoscibilit\u00e0 e oscurit\u00e0 della legge\u00bb, <em>Rivista italiana di comunicazione pubblica<\/em>, n. 15, 2003, p. 14-32.<\/p>\n<p>CORTE COSTITUZIONALE, <em>Costituzione della Repubblica Italiana<\/em>, Roma, marzo 2023, <a href=\"https:\/\/www.cortecostituzionale.it\/documenti\/download\/pdf\/Costituzione_della_Repubblica_italiana.pdf\">https:\/\/www.cortecostituzionale.it\/documenti\/download\/pdf\/Costituzione_della_Repubblica_italiana.pdf<\/a> (consultato il 29\/01\/2024).<\/p>\n<p>CORTELLAZZO, Michele, <em>Il linguaggio amministrativo<\/em>, Roma, Carocci, 2021.<\/p>\n<p>DELL\u2019ORLETTA, Felice et al., \u00abREAD-IT: assessing readability of Italian texts with a view to text simplification\u00bb, in<em> Proceedings of the Second Workshop on Speech and Language Processing for Assistive Technologies<\/em>, Edinburg, Association for Computational Linguistics, 2011, p. 73-83.<\/p>\n<p>DE MAURO, Tullio,<em> Storia linguistica dell\u2019Italia unita<\/em>, Bari, Laterza, 1963.<\/p>\n<p>DE MAURO, Tullio, <em>Il Nuovo vocabolario di base della lingua italiana<\/em>, Roma, Internazionale, 2016, <a href=\"https:\/\/www.dropbox.com\/s\/mkcyo53m15ktbnp\/nuovovocabolariodibase.pdf?dl=0\">https:\/\/www.dropbox.com\/s\/mkcyo53m15ktbnp\/nuovovocabolariodibase.pdf?dl=0<\/a> (consultato il 29\/01\/2024).<\/p>\n<p>DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA, <em>Direttiva sulla semplificazione dei testi amministrativi<\/em>, Roma, 2005, <a href=\"https:\/\/www.funzionepubblica.gov.it\/articolo\/dipartimento\/08-05-2002\/direttiva-semplificazione-linguaggio\">https:\/\/www.funzionepubblica.gov.it\/articolo\/dipartimento\/08-05-2002\/direttiva-semplificazione-linguaggio<\/a> (consultato il 29\/01\/2024).<\/p>\n<p>GHENO, Vera, \u00abVirale\u00bb, in <em>Elenco nuove parole. Attestazioni lessicografiche<\/em>, Accademia della Crusca, 2018, <a href=\"https:\/\/accademiadellacrusca.it\/it\/parole-nuove\/virale\/12631\">https:\/\/accademiadellacrusca.it\/it\/parole-nuove\/virale\/12631<\/a> (consultato il 29\/01\/2024).<\/p>\n<p>GRAFFI, Giorgio, SCALISE, Sergio, <em>Le lingue e il linguaggio. Introduzione alla linguistica<\/em>, Bologna, Il Mulino, 2013.<\/p>\n<p>GRANDI, Nicola, \u00abEducazione linguistica e gestione del rischio: il caso della pandemia COVID-19\u00bb, in SCIOLI, Stefano (a cura di), <em>Le Medical Humanities al tempo del Covid-19. Temi, Problemi, Prospettive<\/em>, Citt\u00e0 di Castello, I libri di Emil, 2021, p. 55-72.<\/p>\n<p>JAKOBSON, Roman, \u00abLinguistics and Poetics\u00bb, in SEBEOK, Thomas (a cura di), <em>Style in Language,<\/em> Cambridge, Massachusetts Institute of Technology Press, 1960<em>, <\/em>p. 350-377.<\/p>\n<p>LUBELLO, Sergio,<em> La lingua del diritto e dell\u2019amministrazione<\/em>, Bologna, Il Mulino, 2017.<\/p>\n<p>LUCISANO, Pietro, PIEMONTESE, Maria Emanuela, \u00abGULPEASE: una formula per la predizione della difficolt\u00e0 dei testi in lingua italiana\u00bb, <em>Scuola e citt\u00e0<\/em>, XXXIX, n. 3, 1988, p. 110-124.<\/p>\n<p>MANFREDI, Giancarlo, <em>Infodemia. I meccanismi complessi della comunicazione nelle emergenze<\/em>, Bologna, Guaraldi, 2015.<\/p>\n<p>OCCHIPINTI, Laura (in revisione), \u00abCov-I-Cor: un corpus di italiano istituzionale relativo alla gestione dell\u2019emergenza sanitaria\u00bb, in <em>Atti del convegno LinUD<\/em>, Firenze, DILEF.<\/p>\n<p>PERELMAN, Cha\u00efm, OLBRECHTS-TYTECA, Lucie,<em>\u00a0Trattato dell&#8217;argomentazione. <\/em><em>La nuova retorica <\/em>[1958], Torino, Einaudi, 1966.<\/p>\n<p>ROTHKOPF, David, <em>When the buzz bites back<\/em>, The Washington Post, 2003, <a href=\"http:\/\/www.washingtonpost.com\/archive\/opinions\/2003\/05\/11\/when-the-buzz-bites-back\/bc8cd84f-cab6-4648-bf58-0277261af6cd\/\">www.washingtonpost.com\/archive\/opinions\/2003\/05\/11\/when-the-buzz-bites-back\/bc8cd84f-cab6-4648-bf58-0277261af6cd\/<\/a> (consultato il 29\/01\/2024).<\/p>\n<p>SAGGION, Horacio, <em>Automatic text simplification<\/em>, Toronto, Morgan&amp;Claypool Publishers, 2017.<\/p>\n<p>SERIANNI, Luca, \u00abLingua medica e lessicografia specializzata nel primo Ottocento\u00bb, <em>La Crusca nella tradizione letteraria e linguistica<\/em>, Firenze, Accademia della Crusca, 1985, pp. 255-287.<\/p>\n<p>TORCHIA, Maria Cristina, Infodemia, in <em>Elenco nuove parole. Attestazioni lessicografiche<\/em>, Accademia della Crusca, 2021, <a href=\"https:\/\/accademiadellacrusca.it\/it\/parole-nuove\/infodemia\/19506\">https:\/\/accademiadellacrusca.it\/it\/parole-nuove\/infodemia\/19506<\/a> (consultato il 29\/01\/2024).<\/p>\n<p>VEDOVELLI, Massimo, \u00abNote sulla lingua delle istituzioni al tempo della pandemia\u00bb, in BOMBI, Raffaella (a cura di), <em>La comunicazione istituzionale ai tempi della pandemia. Da sfida a opportunit\u00e0<\/em>, Roma, Il Calamo, 2021, p. 75-108.<\/p>\n<p>VELLUTINO, Daniela, <em>L\u2019italiano istituzionale per la comunicazione pubblica<\/em>, Bologna, Il Mulino, 2018.<\/p>\n<p>WORLD HEALTH ORGANIZATION, <em>Communicating risk in public health emergencies: a WHO guideline for emergency risk communication policy and practice, <\/em>Ginevra, World Health Organization, 2017, <a href=\"https:\/\/iris.who.int\/handle\/10665\/259807\">https:\/\/iris.who.int\/handle\/10665\/259807<\/a> (consultato il 29\/01\/2024).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Il termine<em> plain language<\/em> si riferisce a uno stile di comunicazione scritta o verbale chiaro, semplice, che possa essere comprensibile e accessibile a qualsiasi pubblico. Il movimento ufficiale per promuoverne l\u2019uso \u00e8 nato negli Stati Uniti negli anni \u201870.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Parliamo di Terza Rivoluzione Industriale con riferimento allo sviluppo del settore dei servizi e delle comunicazioni, consapevoli che ormai \u00e8 possibile parlare di Quarta Rivoluzione Industriale in relazione al progresso connesso all\u2019Intelligenza artificiale.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Il principio \u00abNessuno pu\u00f2 invocare a propria scusa l\u2019ignoranza della legge\u00bb (art. 5 Codice penale), sebbene applicato all\u2019ambito penale, \u00abha una valenza e una portata [\u2026] applicabile indistintamente a tutte le norme dell\u2019ordinamento\u00bb (CICALA, FEDRIGA 2003: 14).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Per una panoramica approfondita si rimanda a <a href=\"http:\/\/www.italianlp.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Documentazione-READ-IT.pdf\">http:\/\/www.italianlp.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Documentazione-READ-IT.pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Per una panoramica esaustiva si veda Lubello (2017).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Sappiamo che normalmente viene definita proposizione qualsiasi frase che contenga un verbo. Nel caso specifico vengono riconosciute come tali da Read-IT anche le frasi che contengono dei participi con funzione aggettivale (<em>proveniente<\/em>) o sostantivi di stato (<em>possesso<\/em>) che veicolano informazioni facilmente trasmissibili mediante l\u2019utilizzo di verbi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>Per citare questo articolo:<\/p>\n<p>Laura OCCHIPINTI, \u00ab Comunicare la crisi: ostacoli e strategie per un\u2019informazione democratica\u00a0\u00bb, <em>Rep\u00e8res DoRiF,<\/em> n. 29\u00a0\u2013 <em>Discours autour de la pand\u00e9mie\u00a0: configurations interdiscursives et diatopiques d\u2019un fait de crise en \u00e9volution<\/em>, DoRiF Universit\u00e0, Roma, aprile 2024, https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/laura-occhipinti-comunicare-la-crisi-ostacoli-e-strategie-per-uninformazione-democratica\/<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">ISSN 2281-3020<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8924 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/logo-pubblicazione.png\" alt=\"\" width=\"111\" height=\"49\" \/><\/p>\n<p>Quest\u2019opera \u00e8 distribuita con Licenza\u00a0<a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/3.0\/it\/\">Creative Commons Attribuzione \u2013 Non commerciale \u2013 Non opere derivate 3.0 Italia<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> <a href=\"https:\/\/www.dorif.it\/reperes\/laura-occhipinti-comunicare-la-crisi-ostacoli-e-strategie-per-uninformazione-democratica\/\"> Continue de lire&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"footnotes":""},"categories":[405],"tags":[],"class_list":["post-11163","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premiere-partie-communiquer-la-crise-les-institutions-vis-a-vis-de-la-population"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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